A Tour Guide in Rome

Palestrina:
iltempiodella
Fortuna
primigenia

Palestrina:
iltempiodella
Fortunaprimigenia

A Palestrina: la dea Fortuna con la vallata ai suoi piedi

Alla dea Fortuna Primigenia erano affidate la nascita, la crescita e la morte: conosciuta come divinità antica e molto potente, attraverso i suoi vaticini poteva addirittura concedere agli uomini un veloce sguardo sul futuro.
Il suo santuario monumentale ci aspetta a Palestrina, ma già lungo la strada per raggiungerlo si può iniziare a pregustare la giornata.

Prendi la Via Prenestina, la strada che fin dall’antichità collegava Roma a Praeneste, lasciandoti la capitale alle spalle. Superi Osteria dell’Osa, con l’omonima necropoli dell’età del Ferro, che ogni volta mi riporta indietro all’esame di Protostoria, fatto ormai diversi diversi anni fa da studente universitario. Quindi attraversi il Cratere di Castiglione, con l’area archeologica dell’antica Gabii, ancora in corso di scavo.
La strada è ancora lunga: 20 Km ti separano dalla destinazione. Mentre ti avvicini, la via antica e quella moderna corrono parallele, poi si separano per seguire i crinali, consentendoti di intravedere, su un lato, i resti di sepolcri e di antiche strutture .
Quando finalmente, arrivi a Palestrina, l’antica Praeneste, il tuo sguardo viene immediatamente calamitato da un potente magnete: davanti a te, l’immenso santuario della Dea Fortuna Primigenia, gradone dopo gradone, si sdraia su un intero versante del monte Ginestro.

Cicerone racconta come il culto ha avuto origine:

Gli annali di Preneste raccontano che Numerio Suffustio, uomo onesto e nobile, ricevé in frequenti sogni, all’ultimo anche minacciosi, l’ordine di spaccare una roccia in una determinata località. Atterrito da queste visioni, nonostante che i suoi concittadini lo deridessero, si accinse a fare quel lavoro. Dalla roccia infranta, caddero giù delle sorti incise in legno di quercia, con segni di scrittura antica. Quel luogo è oggi circondato da un recinto, in segno di venerazione, presso il tempio di Giove bambino, il quale, effigiato ancora lattante, seduto insieme con Giunone in grembo alla dea Fortuna mentre ne ricerca la mammella, è adorato con grande devozione dalle madri”.
De Divin II, 41

Il tempio si distende su sei ampi terrazzamenti e, sulla cima, il rinascimentale palazzo Barberini accoglie il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, dove riusciamo a farci un’idea ancora più precisa e dettagliata dell’antica Praeneste e del suo territorio.
La testa della statua di culto della dea Fortuna, recuperata all’interno del pozzo delle sortes, e la colossale statua di Iside-Fortuna, insieme a copie romane di sculture greche, statue onorarie, ritratti e rilievi di età repubblicana e imperiale sono disposte al primo piano. Al terzo piano, le tessere colorate di un mosaico riproducono un tratto del fiume Nilo: uno squarcio di paesaggio egiziano, colto durante un’inondazione, è stato riprodotto in prospettiva, da artisti alessandrini della fine del II a.C.

A questo punto salutiamo rispettosamente la dea Fortuna, il suo santuario e il museo, per andare a chiudere la mattinata nel centro della città di Palestrina, dove gli edifici si affacciano sul foro dell’antica Praeneste. Con l’Antro delle Sorti e il colorato mosaico dei Pesci, con la Basilica e l’Aula Absidata da cui viene il mosaico del Nilo che abbiamo visto al museo, siamo arrivati alla fine del nostro viaggio nel tempo.
Date un’occhiata su questo sito, se siete alla ricerca di altre piacevoli esperienze da vivere insieme: un saluto!

dov'è?

mappa di Palestrina

faperte?

2,5h

tempo

archeologia

poco
impegnativo

perinformazioni

Open chat
Contatta Alfredo!